Rapporto Sessuale Doloroso: Cos’è davvero la Vulvodinia e perché se ne parla così poco

In questo video viene spiegato cos’è la vulvodinia, un disturbo per tanti anni sottovalutato. Una delle sue conseguenze più fastidiose è un forte dolore durante il rapporto sessuale.

I sintomi della vulvodinia sono:

  • Bruciore
  • Secchezza
  • Irritazione
  • Dolore pungente
  • Dolore pulsante

Le cause che determinano questo disturbo sono a tutt’oggi sconosciute. Ci sono però dei fattori che possono contribuire alla sua insorgenza e sono:

  • Ipertono pelvico
  • precedenti di infiammazioni vaginali
  • lesioni o irritazione ai nervi che circondano la regione vulvare
  • sbalzi ormonali
  • allergie
  • ipersensibilità localizzata della pelle
  • cause psicologiche varie.

La vulvodinia è una condizione che crea molta frustrazione e che va ad inibire il rapporto sessuale, con tutto quello che ne consegue.

Un valido rimedio è costituito dalla ginnastica intima, che va a lavorare sull’ipertono del pavimento pelvico.

Simona Oberhammer
La naturopata più famosa d’Italia
Autrice di bestseller Mondadori
Ideatrice del metodo Gymintima

Trascrizione del video per non udenti

Ciao, sono Simona Oberhammer e in questo  video voglio parlarti della vulvodinia, un disturbo che tra le conseguenze più fastidiose ha il dolore durante il rapporto sessuale, ma non solo e della possibilità di aiutarti, in caso di questo disturbo, attraverso la ginnastica pelvica o ginnastica intima.

Quindi ti spiegherò alcuni aspetti di questo disturbo, per fartelo comprendere meglio e, nel caso tu soffra di sintomi, per aiutarti appunto ad individuarli.

Allora, innanzitutto ti dico che la vulvodinia, come appunto ti ho appena accennato, crea molti problemi a livello sessuale. E infatti le persone, le donne, che soffrono di questo disturbo, spesso, per esempio quando mi parlano durante i miei corsi o dopo le mie conferenze, mi dicono frasi del tipo: “Per me il rapporto sessuale è molto molto doloroso”. Per esempio, c’era una ragazza giovane, che mi diceva: “Ho avuto il mio primo rapporto sessuale e dopo ho sentito un dolore lancinante”. Oppure un’altra che mi dice: “Desidero il rapporto sessuale, ma dopo devo quasi trattenere le lacrime dal dolore”. Altre donne mi hanno detto: “Pensavo che questo dolore nel rapporto sessuale agli inizi, pensavo, che fosse normale. Poi nel tempo è aumentato e mi sono accorta che non era normale e che c’era qualche cosa che realmente non andava. Ho fatto tante visite e solo dopo del tempo mi è stata diagnostica la vulvodinia”. Altre dicono, per esempio, che basta una pressione delicata o dei tocchi un po’ più forti per sentire immediatamente male, immediatamente infiammazione, immediatamente gonfiore. Altre donne ancora dicono, per esempio, di far fatica a stare seduta per il dolore, di sentire del bruciore, delle fitte durante la notte.

Quindi, se vogliamo definire la vulvodinia, vogliamo dire che cos’è la vulvodinia, possiamo definirla come un dolore cronico nella zona che circonda la vulva, la parte più esterna del genitale, dove ha sbocco la vagina, senza in realtà  nessuna causa apparente. Può esserci dolore, può esserci bruciore, può esserci irritazione e possono essere talmente fastidiosi da far fatica a rimanere sedute e da non permettere i rapporti sessuali.

I disturbi, questi sintomi possono perdurare a lungo, per mesi o anche per anni. E ora vediamo quali sono i sintomi, più precisamente quali sono i sintomi della vulvodinia.

I sintomi della vulvodinia

Lo puoi vedere da questa slide, tra i sintomi c’è una sensazione di bruciore alla parte, di secchezza, di irritazione, oppure un dolore pungente, la dispareunia, il dolore durante i rapporti, un dolore pulsante, che è anche collegato al calore oppure del prurito. Possono esserci uno o più di uno insieme.

Queste sensazioni possono essere localizzate, per esempio, in tutta la zona della vulva oppure in una zona ben precisa, per esempio nel vestibolo, nell’area del vestibolo, quindi nell’apertura vaginale. Il tessuto potrebbe apparire più infiammato, più gonfio e altre volte invece del tutto normale.

E adesso vediamo quali sono le cause della vulvodinia.

Le cause della vulvodinia

In realtà le cause sono sconosciute. Tra i fattori però che possono contribuire, le cause che possono contribuire possiamo avere l’ipertono del pavimento pelvico, precedenti di infiammazioni vaginali, lesioni o irritazione ai nervi che circondano la regione vulvare, sbalzi ormonali, allergie o ipersensibilità localizzata della pelle oppure cause psicologiche varie.

Proprio per la presunta origine psicogena, questa malattia, la vulvodinia, per lungo tempo è stata un po’ esclusa dalle ricerche mediche, è stata etichettata come un fenomeno banale oppure legato a delle situazioni emotive della donna. Ma in realtà i disturbi della vulvodinia sono oggi stati rivalutati e sono stati riconsiderati purtroppo solo negli ultimi anni. Quindi, per tanti anni le donne, che hanno sofferto di vulvodinia, si sono sentite etichettate come appunto donna stressata, donna emotiva, donna che somatizza, ecc., ecc.

Trascrizione del video per non udenti

Purtroppo però tuttora e nonostante l’interessamento la vulvodinia ancora non ha delle cause chiare, forse proprio perché c’è anche un interesse recente per questo disturbo.

Certe volte, per esempio, le donne che soffrono di vulvodinia sono state soggette a vaginiti ricorrenti, a candidosi ricorrenti. Altre volte, in alcuni casi è stato riscontrato che avevano subito degli abusi sessuali. Però in realtà in tantissimi casi invece non ci sono delle cause specifiche.

Vediamo ora quali sono le conseguenze della vulvodinia.

Conseguenze della vulvodinia


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Allora, questa malattia può essere così dolorosa e così frustrante da inibire l’attività sessuale. Quindi, ovviamente può causare dei problemi emotivi. Per esempio, il timore dei rapporti sessuali, proprio perché c’è dolore, può causare il vaginismo, cioè gli spasmi dei muscoli che circondano la vagina. E tra le altre complicazioni ricordiamo per esempio la disfunzione sessuale, l’alterazione dell’immagine corporea, perché comunque è una donna che non si sente libera di esprimere la propria sessualità, la propria sensualità e che sa che deve incorrere nel dolore per avere un rapporto sessuale, poi tende anche a cambiare  la propria immagine corporea.

Certe volte queste situazioni possono causare depressione, il dolore può dare disturbi del sonno, possono instaurarsi problemi relazionali di coppia, può sorgere uno stato di ansia e comunque c’è un peggioramento della qualità della vita in generale.

L’ipertono del pavimento pelvico

Ora, riguardo alle cure della vulvodinia, ce ne sono diverse, che il ginecologo ovviamente può consigliare. Quella di cui io ti parlo, l’intervento di cui io ti parlo in questo video riguarda l’ipertono pelvico, che praticamente è una situazione che è quasi sempre presente in caso di vulvodinia. Allora, per spiegarti, la muscolatura pelvica, quella che va in ipertono, spesso in ipertono in caso di vulvodinia, è come una fascia, che è alla base della pelvi e quando mi chiedono: “Come posso fare a sentirla, ad individuarla”, io dico sempre: “Quando vai in bicicletta e ti appoggi sul sellino, quella è la parte della muscolatura pelvica che tocca il sellino”.

La muscolatura pelvica, detta appunto pavimento pelvico, in realtà non è un vero e proprio pavimento, perché non è piano. Si forma come un vaso, come una nicchia che contiene gli organi, gli organi genitali. Contiene appunto l’utero, la vescica, la parte terminale dell’intestino, il retto e appunto la vagina, che è molto collegata appunto anche a questi dolori.

Ora, questa muscolatura dovrebbe essere tonica, ma contemporaneamente anche rilassata. Nella vulvodinia o anche in tutti i dolori legati alla penetrazione la muscolatura è spesso contratta, è spesso irrigidita. Quindi bisogna riuscire a rilassarla, imparare a rilassarla. Per fare questo, dovrai imparare però anche a contrarla. Ovvero, la muscolatura tende ad essere rigida. Questa rigidità la porta a non riuscire neanche a contrarsi e poi a rilassarsi. Per rilassarla bene, dovrai appunto imparare a muoverla, a toglierla dalla sua rigidità, perché spesso la vulvodinia è collegata anche ad un bacino molto contratto, molto rigido. Imparare a muovere il bacino e contemporaneamente a muovere e rilassare la muscolatura pelvica è molto molto utile in caso di questo disturbo.

Trascrizione del video per non udenti

Nel momento in cui vai a muoverla, vai a sbloccare la rigidità, perché rilassare semplicemente la muscolatura senza averla mossa è difficile. Cioè se una parte è molto rigida e non iniziamo a muoverla, non riusciamo nemmeno a rilassarla, perché ricorda che quando ci sono questi disturbi la muscolatura pelvica viene tenuta in stato talmente rigido che diventa anche poco tonica.  Quindi, avrai il beneficio di rivascolarizzare la zona e di distenderla.

Per conoscere i segreti della ginnastica del pavimento pelvico, vai a questo indirizzo web, lo trovi anche in descrizione. Avrai inoltre delle informazioni sul videocorso di ginnastica intima con gli esercizi specifici per il disturbo che vuoi affrontare oppure che vuoi prevenire.

Quindi la vulvodinia beneficia molto della ginnastica intima. Ti auguro di portare questi esercizi nella tua vita.

Bene, per questo video è tutto. Se lo hai trovato utile condividilo, in modo da poter far sapere ad altre donne, che eventualmente soffrono di questo disturbo, una tecnica che può essere a loro utile. Mi farà piacere leggere i tuoi commenti, che potrai scrivere qui sotto. Se non sei ancora iscritta al mio canale Youtube, ti consiglio di farlo in modo da ricevere tutte le informazioni sui miei nuovi video. Ti ringrazio se vorrai mettere il “mi piace” a questo video. A presto, ciao.

Trascrizione del video per non udenti

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