Le malattie delle donne: come guarire nella Via Femminile

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In questa conferenza spiego, attraverso principi teorici, esempi e esercizi pratici, come un rapporto diverso con il proprio femminile può influire sulle diverse patologie dell’apparato genitale delle donne e altre parti del corpo.

Affronteremo insieme un viaggio nelle dinamiche delle donne e nei comportamenti tipici che spesso conducono a tensioni e progetti di vita inespressi e scopriremo nuovi modi per uscirne.

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La malattia come squilibrio interno

Faremo un’immersione in quella che è la nostra possibilità di donne, quindi la nostra possibilità di esprimerci al femminile e parto subito da questo concetto: la malattia è vero che ha una causa fisica, cioè ci possiamo ammalare perché mangiamo male, perché non abbiamo uno stile di vita corretto, perché non ci rilassiamo abbastanza e così via. Ma la malattia è qualcosa di più. Quello di cui vi parlerò oggi è la malattia che viene causata da uno squilibrio che c’è all’interno di noi e la Via Femminile ci dice da una mancanza di contatto con l’anima femminile.

Oggi noi donne abbiamo raggiunto tanti risultati, ovvero abbiamo iniziato ad essere molto più libere, a raggiungere i nostri obiettivi, a poter fare quello che vogliamo, rispetto magari a non troppi anni fa in cui eravamo invece molto più limitate in quello che potevamo fare. Però ci manca ancora un passo importante, ci manca un passo che ci porta a fare le cose anche a nostro modo, con le nostre modalità, con le nostre caratteristiche. Perché quello che è successo oggi è questo: per riuscire a fare tutto, per essere forti, per avere successo nella vita, per riuscire a lavorare, contemporaneamente avere la famiglia, per coronare l’amore dei nostri sogni, per raggiungere gli obiettivi, spesso cosa facciamo? Non lo facciamo nel modo femminile,  ma prendiamo in prestito delle modalità al maschile. Prendendo in prestito queste modalità al maschile, succede che ci ammaliamo, perché il femminile è diverso dal principio maschile. Il principio femminile – e oggi faremo alcuni esempi – ha delle modalità differenti. È vero che uomini e donne sono diversi. È vero anche che sia il principio maschile che il principio femminile coesistono sia nella donna che nell’uomo, ma con una diversità: nell’uomo c’è una priorità maggiore del principio maschile, nella donna per esserci equilibrio ci deve essere una priorità maggiore del principio femminile.

Ora noi, quando ci troviamo in difficoltà nella società di oggi e dopo tutta la rivoluzione femminile, tutti i risultati che abbiamo ottenuto, spesso prendiamo invece a modello i codici e le modalità maschili. E questo porta a non fluire più, a non essere più nel proprio flusso di donne. Quando noi non siamo nel nostro flusso di donne, il nostro corpo ne risente, e non solo il nostro corpo, anche la nostra mente, la nostra gioia di vivere, la nostra felicità, la nostra voglia di essere, la nostra autostima, il nostro desiderio, non so, per esempio di dare vita alle passioni, ai sogni, di essere quello che veramente vorremmo essere tante volte. E invece si limita. Ecco, la Via Femminile è questo: è reincontrare e ritrovare quella che è la nostra anima di donne.

E io prima di iniziare a parlare un po’ del femminile, vi voglio leggere una frase. Queste frasi le leggo perché servono come da attivatori, ovvero aiutano a muovere qualche cosa all’interno di noi. Derivano da un mio libro La forza delle donne, che è un insieme delle frasi che io ho scritto in Facebook, quelle che hanno avuto migliaia di condivisioni e hanno, sapete, questo scopo: hanno lo scopo semplicemente di parlare alle nostre emozioni, perché scopriremo che soprattutto noi donne abbiamo bisogno di ritornare a gestire e a sentire questa emotività.

L’iniziazione femminile

“L’iniziazione femminile. C’è un mondo profondo e fertile in ogni donna, è il mondo della forza femminile. Questa forza non viene dall’esterno, non viene nemmeno dalla testa, è una forza istintiva, viscerale, viene da dentro, dal profondo, viene dalla pancia. È un insieme di istinti e di intuito. È una forza arcaica, primordiale, pronta ad emergere da ogni donna, quando lei si apre all’iniziazione del femminile. Questa iniziazione è un passo che ogni donna dovrebbe fare, aprirsi alla sua forza profonda, al suo sapere femminile per iniziare ad entrare in un mondo nuovo, dove tutto è più facile, dove la vita è vissuta a misura di donna. Viene impastata alle emozioni, percepite profondamente ma gestite con sicurezza. Viene mescolata alle sensazioni ascoltate e poi trasformate in passi concreti. È la natura viva e vera che emerge quando la donna riceve l’iniziazione femminile. È un’iniziazione che comincia per non terminare mai. Dura una vita, una vita vissuta sull’onda della propria forza femminile”.

Trascrizione del video per non udenti

E questo è questa iniziazione al femminile, a quella che è la propria dimensione interiore, istintiva, viscerale, percettiva, è quello che spesso manca alle donne per raggiungere la propria forza interiore e così per essere in equilibrio. Perché quando si mostra la malattia, noi siamo in squilibrio all’interno di queste forze. Considerate che il pensiero maschile è soprattutto tendenzialmente un pensiero di testa, un pensiero che è logico, razionale, analitico, sistematico. Il pensiero femminile no, il pensiero femminile è un pensiero di pancia. E un pensiero da che cosa viene? Dall’intuito, dall’istinto, dalla visceralità, dalle sensazioni, dalle emozioni. Per noi donne le vere realtà, le verità vere che sentiamo dentro, diciamo: “Questo io lo so che è giusto”, ci viene di testa? Ci viene di intuito soprattutto più che di testa, ci viene da: “L’ho sentito”, è tipico della donne. Dice: “Io lo so perché l’ho sentito” e poi gli uomini, che sono più razionali: “Ma spiegami perché”. Ma noi certe volte non sappiamo spiegare il perché, sappiamo che l’abbiamo sentito. Ma oggi le donne sono poco in contatto con queste loro sensazioni. E infatti nasce la mancanza di autostima, la mancanza di sicurezza, la mancanza di fiducia in se stesse, perché si desidera dare una spiegazione razionale. Si vuole usare la mente per arrivare al risultato, quando invece noi donne abbiamo bisogno di iniziare ad avere fiducia in quello che è il nostro intuito, in quello che è il nostro istinto, in quella che è la nostra visceralità, quella poi visceralità che per esempio una donna sente molto più profondamente nella fase della gravidanza, dove lì c’è per forza una connessione più viscerale, più istintiva. Ecco, è a questa forza che noi dobbiamo accedere, perché non è così semplice, perché la nostra società non dà spazio a questo, non dà spazio all’intuito, ovvero per le cose marginali, ma non ha un rilievo reale l’intuito, non ha un rilievo importante e non viene accettata la creatività, la sensibilità. Sono tutte doti accessorie ad una situazione razionale, reale della realtà.

La morbidezza della forza delle donne


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Ora le donne, limitandosi in questa percezione tipicamente femminile, iniziano a entrare in squilibrio. Molte malattie sono proprio legate in una visione della Via Femminile a questa mancanza di connessione, a questa possibilità di vivere anche la nostra vita, la nostra esistenza su un flusso morbido. Le donne oggi, quando devono essere forti, cosa fanno per esempio sul lavoro o quando sono oberate di impegni o quando devono farsi valere? Diventano dure: “Sono forte ma dura”. Diventano rigide, diventano scontrose: “Io riesco a farmi valere se vado contro”.  Invece la nostra forza non è di questo tipo. Noi donne possiamo accedere veramente alla nostra forza e rimanere nel nostro flusso di equilibrio se siamo forti, ma morbide. La forza morbida è la forza dell’acqua, l’acqua che riesce a scendere e a scalfire anche una roccia, una forza fluida, una forza che va nella spontaneità, che va nella creatività, non va sempre nella programmazione. E oggi le donne sono incredibilmente programmate con liste di cose da fare, con responsabilità continue, con giornate che seguono binari rigidissimi, perché ormai cioè la mente femminile si è inquadrata in una serie di prestazioni che deve dare e che portano ad allontanarsi da quella dimensione invece di libertà dell’essere, di fluidità, di creatività, che è necessaria per mantenerci in equilibrio.

Trascrizione del video per non udenti

Spesso le donne dicono: “Non riesco a trovare spazi per me”, prima viene tutto: figli, famiglia, lavoro, cose da fare, la perfezione nel mostrarsi, poi, dopo alla fine vengo io, praticamente mai.

Quindi per entrare in un equilibrio al femminile è necessario contattare questi aspetti, contattare questi spazi, altrimenti la malattia inizia a parlarci di noi. Provate a pensare per esempio alle infiammazioni: vaginite, cistite, le vampate della menopausa cosa sono simbolicamente? Sono un fuoco, è qualcosa che brucia dentro, la vaginite brucia, sento bruciore, la cistite brucia, la vampata è questo fuoco che arriva. È un fuoco che non viene defluire attraverso le proprie dinamiche femminile, dove manca per esempio una creatività nella vita, dove manca il fatto non solo di porsi sistematicamente, razionalmente logicamente nelle cose, ma dove certe volte ci si lascia andare a quello che mi viene. E se inizi ad avere fiducia, non si considerano cose come di serie B: “Ma sì, l’ho sentito, ma sarà vero?” Oppure: “Avrei voglia di fare quello”. No, mi limito. Mi irrigidisco, vivo dentro un quadrato, non sono più fluida, libera e spesso questi disagi spesso vengono da un essere troppo irrigidito e da una mancanza tante volte di portare un fuoco, una passione nella propria vita. Noi donne abbiamo bisogno moltissimo di esprimere quello che c’è dentro di noi. Io ne incontro tantissime di donne nel mio lavoro, perché lavoro fondamentalmente con le donne e le ascolto anche sul mio sito, dove mi scrivono, su Facebook, dove sono più di 40 mila e sul mio sito dove arrivano più di 2 mila donne al giorno e mi scrivono e le donne sento che hanno grandissime potenzialità, ma mai per esprimere quello che veramente vogliono, quello che veramente amano. Tante volte dicono: “Ho un sogno ma rimane lì. Ho un desiderio, ma non lo ascolto. Vorrei realizzare qualcosa, ho questa idea, questo progetto, ma lo reprimo o non gli do spazio”.  E tutta questa creatività che abortisce crea anche nel corpo delle dinamiche. Questo fuoco, se non lo espandiamo, perché noi abbiamo bisogno di essere creative, gioiose, allegre, perché noi abbiamo bisogno di espandere questa energia, se questo non avviene ci infiammiamo dentro. E così per esempio altri disturbi, non so, i fibromi, che sono tipici, poi oggi sono sempre in aumento.

In teoria oggi dovremmo essere più sani, perché comunque abbiamo uno stile di vita migliore, abbiamo comunque condizioni migliori. E invece le malattie ginecologiche – io me ne accorgo perché sono anche naturopata – sono in continuo aumento in donne sempre più giovani. I fibromi pensate sono queste formazioni dure, rigide, sono come delle formazioni compresse, come dei sassi che si formano, qualcosa di duro, di rigido. È spesso questa mancanza di lasciarsi andare, di trovare spazi in cui possiamo essere flessibili. Ci sono per esempio le donne molte perfezioniste, che la loro vita deve essere così, così e così. Se il mio corpo ha qualcosa che non va bene, soffro. Se la realtà, la mia famiglia, la mia casa non è perfettamente a posto, mi dà fastidio. Questi stati di rigidità spesso il corpo li sente, li avverte, perché quello che noi siamo, quello che noi esprimiamo, il corpo lo sente. Non possiamo pensare che la malattia sia solo una dinamica fisica. E io lo vedo costantemente. Io lavoro con i corsi di Naturopatia e vedo ovviamente le persone che seguono l’alimentazione, seguono la disintossicazione intestinale di cui mi occupo, ecc., e hanno dei miglioramenti. Ma vedo anche che ci sono delle donne che vengono nei corsi della Via Femminile e lavorano sulla propria interiorità, che hanno miglioramenti spesso molto più veloci, perché quando noi andiamo a sciogliere quelle che sono le rigidità dell’anima, andiamo a creare un flusso profondissimo di guarigione sul nostro corpo, un flusso intenso di guarigione.

Ecco, anche per esempio le endometriosi, che oggi sono sempre più frequenti, questo endometrio dell’utero che inizia  non  a rimanere all’interno e avere il suo ciclo, tutto il ciclo mestruale, ma inizia a proliferare da tutte le parti.

Trascrizione del video per non udenti

Il caos femminile

Sapete: una caratteristica tipica del femminile è il caos. Il caos è il momento in cui io mi lascio andare alle sensazioni, alle emozioni, alle idee e concretizzo qualcosa. Si chiamano anche per esempio i brainstorming, dove si butta fuori qualsiasi tipo di idea finché non si trova la chiarezza. Ma quando si vive costantemente al di fuori anche di questi spazi di caos, facendo dell’ordine o anche della ricerca dell’ordine il proprio obiettivo fondamentale, perché ci sono anche le persone disordinate, ma che si sentono costantemente a disagio in questa situazione, e non viviamo anche quella parte di caos, di creatività, ecco che un disturbo come l’endometriosi può essere una risposta: io inizio a portare caos.

E così la creatività è spesso collegata alle cisti ovariche, in fondo l’ovaio è preposto a creare la fertilità, ma non solo la nostra fertilità come donne, come madri, ma anche la fertilità di quello che siamo noi. Se questa fertilità non c’è, porta per esempio ad una cisti ovarica. Oggi le donne con tutta la serie di cose che hanno da fare si focalizzano molto sulla famiglia e questo è importante. Ma focalizzarsi soltanto in quella dinamica e non dare invece spazio alla propria dimensione interiore, non dare spazio alla realizzazione dei propri sogni, non ci fa essere complete, perché la vera completezza viene proprio dall’essere, dall’esprimerci in tante dimensioni, utilizzando la propria forza femminile vicino a noi, con noi.

Ora io vi ho fatto di questo una panoramica, però in questa conferenza, anzi in tutte le conferenze della Via Femminile mi interessa soprattutto far toccare qualcosa, far sperimentare qualcosa, sapete perché? Perché il femminile soprattutto è un’energia che viene dal corpo. Come abbiamo detto il maschile viene dalla testa, il femminile viene dal corpo. Noi del femminile possiamo leggere, possiamo informarci, possiamo prendere e capire tante cose, ma è veramente quando lo tocchiamo, quando andiamo in contatto con qualche cosa che il femminile si muove.

Il mio lavoro sul femminile viene soprattutto da una mia esperienza personale. È un’esperienza che io ho fatto con una donna, che considero la mia maestra. Il suo nome è Mila Raisse e io veramente le devo molto. Le devo molto per un motivo: perché lei mi ha permesso di dare veramente voce al mio essere donna. Mi rendevo conto prima di incontrarla veramente che mi mancava qualcosa. Ma non mi mancava qualcosa comunque lavorativamente. Io lavoro come ricercatrice all’estero come naturopata, mi sono specializzata e ho fatto tantissimi viaggi in giro per il mondo, ho preso varie specializzazioni, ma mi mancava qualcosa come donna, qualcosa che mi faceva vivere anche i miei risultati in un piacere, in una fluidità, in una dimensione, che io sentivo che c’era. Sapete quando uno dice sento che mi manca qualcosa, non so che cos’è, però io sento che mi manca quella cosa. E devo dire che ho cercato anche parecchio, perché comunque nei miei vari viaggi nel mondo che facevo per lavoro sperimentavo varie dimensioni,anche varie tecniche, però quello che mi sono resa conto poi, lavorando con Mila, è che queste sperimentazioni che io facevo e anche questi lavori sull’interiorità mancavano di un aspetto importante, di un’impronta al femminile, di un modo di sentire e di essere che io sentivo consono a me. Quindi sentivo che con queste tecniche arrivavo fino ad un certo punto, ma non mi bastava. Cioè era come se, avete presente quando vedete una realtà, ad esempio c’è un vetro di fronte a voi, vi sembra di arrivare a quella realtà e poi ci sbattete contro. Ho la sensazione di arrivare, ma io in realtà mi sentivo di non arrivare. Quando io ho iniziato a lavorare con lei e ringrazio lei di questa esperienza, perché lei lavorava con i gruppi appunto di donne che formava ed era un lavoro abbastanza intensivo, però appunto io c’ho creduto in questo lavoro e ho sentito che la mia vita si è trasformata e ho sentito che ad un certo punto le cose potevano essere, potevano dare il loro frutto, che io avevo anche moltissime più certezze. Si dice che quando si entra in contatto con l’anima femminile c’è la donna che sa, la donna che ha le sue sicurezze, le sue certezze, perché la verità non viene da fuori, ma viene da dentro. Perché c’è una voce che ci dice: “E’ questo” che non ci limita le esperienze in poche situazioni rigide, ma ci fa andare in più dimensioni. Bene, io quello che vorrei fare con voi è un esercizio e vi chiederò semplicemente di lasciarvi andare alla mia voce, prenderemo alcuni contatti. Io vi chiederò di entrare in contatto con questa parte qui: la pancia.

Trascrizione del video per non udenti

Entrare in contatto con la pancia, perché qui c’è simbolicamente la saggezza del femminile. Se simbolicamente la saggezza del maschile è nella testa, nella parte logica, analitica, razionale, la saggezza del femminile è nella pancia. Dove? Dove noi abbiamo la nostra parte più rappresentativa del femminile: gli organi genitali, l’utero. Qualcuna potrebbe dire: “Ma a me l’utero è stato tolto”. Non ha importanza, cioè quell’organo è sempre lì, la sua presenza vitale, viva, energetica, non importa. Noi siamo donne che, essendo donne, abbiamo quel tipo di matrice, di impronta che ci va a fare influire su tutti i nostri ritmi. Diversi di questi concetti che vi dico li trovate o nel libro Codice Donna e Uomo o nel mio libro La Via Femminile. Io sono partita, essendo una ricercatrice, sono partita anche a dare delle spiegazioni scientifiche, che in questa fase di una conferenza più ridotta non riesco a dare, perché vi voglio fare avere delle esperienze. Ma ricordatevi che è il nostro corpo di donne, è il nostro flusso ormonale soprattutto che ci porta ad essere molto diverse dagli uomini, perché il flusso ormonale maschile, il testosterone, ha un flusso fondamentalmente lineare. Il flusso ormonale femminile, con il ciclo mestruale, l’alternanza di estrogeni e progesterone è così, durante il mese facciamo così, non facciamo così. E quindi è tipico delle donne dire: “Non mi sento mai uguale” e sentirsi sbagliate. Io sento molte donne che dicono: “Vorrei essere invece così stabile come il mio compagno”. Noi non siamo stabili, non possiamo esserlo, perché i nostri ormoni ci fanno fare così anche quando siamo nella fase della menopausa. Comunque questa ciclicità, questa fluidità fa parte del nostro vissuto, del nostro modo di essere. Io vedo moltissime donne che hanno problemi mestruali, quando si scontrano con quella fase, la fase mestruale dove gli ormoni ci portano in una dimensione di instabilità. Ma se una donna si lasciasse andare a questa dimensione più di instabilità ed interiorità, moltissimi dolori mestruali si ridurrebbero.

Quindi, allora, adesso io vi chiedo di entrare in connessione con la vostra pancia, di farlo bene, un bel contatto. Sentite questa pancia, un bel contatto anche di amore. Non è facile dare amore a noi stesse. È molto più facile dare amore alle persone accanto: ai figli, al partner, ai genitori, all’amica. Invece un bel contatto amorevole. Poi possibilmente chiudete gli occhi o li socchiudete. Se vi dà fastidio chiudere gli occhi, li socchiudete.

Esercizio pratico


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Bene, ora chiudi gli occhi e sentiti così: piacevolmente rilassata. Fai un bel respiro, senti il piacere di questo contatto con la tua pancia, quella che simbolicamente è la tua saggezza uterina. Senti in questo contatto un contatto d’amore, un contatto piacevole.

Bene, e ora in questo contatto prova a pensare a un tuo disagio. Può essere una tua malattia, un tuo disagio, una situazione del tuo corpo che vuoi risolvere. Se per esempio soffri di un disturbo, porta alla mente questo disturbo. Se non soffri di questo disturbo, porta alla mente qualcosa che ti dà tensione, che vorresti superare. Ma se puoi focalizzati su un tuo disturbo, portalo alla tua mente. E ora chiedi a te stessa, attraverso questo contatto con le tue mani, con la tua pancia, cosa mi vuole raccontare di me questo disturbo, del mio femminile, del mio essere donna? Che messaggio ha legato al mio essere donna? E porta sempre l’attenzione a queste mani, che sono nella tua pancia. Questo ti aiuta a non essere nella testa, nel razionale e senti questa pancia, simbolicamente questa saggezza uterina se ha da raccontarti qualcosa, cosa ha questo disturbo da raccontarti.

Trascrizione del video per non udenti

E ora ancora così in questo stato fai un profondo inspiro e ora lascia emergere un colore, il primo colore che arriva e in questo colore immergiti come se fosse una nuvola e tu immergiti all’interno di questo colore. E ora lascia emergere di nuovo un fiore. Lascia che ci sia questo fiore. E ora lascia emergere una parola. Un colore, un fiore, una parola. Ora fai questo profondo respiro ancora una volta e quindi riapri gli occhi lentamente, gradualmente.

L’anima femminile ha risorse sorprendenti, dalle ceneri fa risorgere la vita, dal niente fa nascere qualcosa, dal dolore produce rinnovamento, dal vuoto crea il pieno. L’anima delle donne è fuoco, passione, pulsione, pienezza d’essere. Ti conduce dove tu davvero vuoi andare. Ti toglie la benda che ti copre gli occhi e ti fa vedere la vita. L’anima si siede accanto a te quando piangi, ti rincuora quando tremi, ti rafforza quando hai timore, l’anima è il tuo fuoco caldo, la tua acqua fresca, è la tua voce saggia, è il tuo canto gioioso, è la tua risata allegra, è il pulsare vitale. L’anima è ciò che sei stata, che sei e che sarai. L’anima è coraggio e ossessione, è riso e lacrime, è fango e prato verde, è ossa e piume, è raggi di sole e luce di luna, l’anima è vivere attraverso il tuo sentire di pancia, il tuo udire di carne, il tuo pulsare di emozioni. Quando la tua anima di donna è dentro la tua vita, tu sai, sai cosa fare, sai dove andare, sai cosa sperare.

E ora aprite gli occhi. Che la mia anima possa abbracciare la vostra e che ognuna delle vostre anime con le donne che avete condiviso possa abbracciarsi.

Quindi un ringraziamento alla donna vicino, riconosco la donna che c’è in te.

Grazie di essere state con me, siete state speciali. Grazie. È sempre un onore stare con delle donne che scelgono di entrare nella loro dimensione femminile. Grazie!

 


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